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     Natale Ferrara nasce a Casoria il 19 settembre 1912 da Andrea, sottufficiale della Regia Marina Militare e da Emilia Capasso, maestra elementare.
     Dopo aver compiuto gli studi al liceo scientifico, diplomandosi con profitto e lode, si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della R. Università di Napoli ove si laurea il 23 settembre 1937 con una tesi in chirurgia ortopedica. Successivamente, ottiene nel 1939 il Diploma di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo avendo superato i relativi esami presso l’Università di Messina.
     Ancora giovanissimo partecipa alla Seconda Guerra mondiale in qualità di ufficiale medico e col grado di capitano svolgerà le sue mansioni in Sardegna, dirigendo diverse strutture ospedaliere, tra cui l’ospedale da campo della città di Cagliari, e distinguendosi durante tutto il periodo del servizio militare per la sua generosa dedizione a commilitoni e civili dell’Isola.
     Alla fine del conflitto bellico, ritorna nel suo paese natio, Casoria, e qui (ma anche nei limitrofi paesi, tra cui Casavatore, Arzano,Volla, Arpino, San Pietro a Paterno) inizia la sua opera di medico in tutti i campi della medicina, non esclusa la scienza ostetrico-ginecologica, per la quale aveva conseguito la specializzazione all’Università di Napoli, poco tempo dopo l’abilitazione alla professione medica, oltre alle altre specializzazioni in malattie veneree e dermosifilopatiche nonché in malattie, all’epoca cosiddette, coloniali.
     Così come farà nella vita civile e professionale, Natale Ferrara aveva già dato prova di coraggio e dedizione durante gli anni della guerra.
     Il primo maggio dell’anno 1943 il Prefetto di Nuoro scriveva al Tenente Medico Natale Ferrara che gli era stato segnalato l’opera di soccorso nella quale spontaneamente egli si era prodigato in occasione dell’attacco aereo nemico del 23 aprile 1943 sul porto di Arbatax, riconoscendo che il suo atto di solidarietà umana meritava, assieme alla riconoscenza dei colpiti, solenne e formale elogio.
     A guerra ormai ultimata, a conferma di quanto onore e dedizione abbiano caratterizzato la vita di medico e soldato nella triste parentesi del secondo conflitto mondiale, veniva riconosciuto il 5 marzo 1954 dal Comandante il 410 Battaglione Costiero e comunicato al Distretto Militare di Aversa, quanto segue, che si riporta integralmente: “Ho avuto alle mie dipendenze il capitano medico di cpl. Ferrara Natale di Andrea quale dirigente il servizio sanitario del 410 Battaglione costiero con il comando dislocato a Tortolì (Sardegna) per il periodo 15/4/43 al 18/9/43.
     “Sento il dovere di dichiarare che il Capitano medico FERRARA, dal contegno morale e disciplinare elevatissimo, ha dato prova di attaccamento al suo servizio, senza tener conto di disagi fisici, diurni e notturni.
     “Le infermerie impiantate da lui costituivano modelli di ordine e la sua opera piena di affettuosità verso malati e feriti. In ogni caso di incidenti incresciosi sempre primo ad accorrere nelle infermerie dei distaccamenti a portare la sua valida opera di esperto sanitario.
     “Durante i bombardamenti del porto di Arbatax, nell’aprile del 1943, ove trovarono la morte numerosi soldati del Battaglione, e civili, fu il primo ad accorrere sul posto a portare la sua opera ai feriti, assistendoli anche sotto l’infuriare dei bombardamenti.
     “Considero il Capitano Medico FERRARA NATALE ottimo ufficiale dirigente il Servizio Sanitario e meritevole della “Croce di Guerra”, anche perché venne, per tutto il periodo sopra citato, in pericolo continuo e particolarmente esposto alle offese nemiche”.
     Croce al merito di Guerra che fu effettivamente concessa, successivamente, il 9 aprile dell’anno seguente.
E’ stato tra i primi sanitari a prestare la sua opera nell’Ospedale “S. Maria della Pietà”, fondato a Casoria negli anni cinquanta del 1900, per generosa donazione della Famiglia Ferrara (omonimi del Nostro, ma non legati da parentela), e amorevolmente gestito dai frati dell’Ordine Spedaliero di San Camillo.
     Altra prova di generosità e di sacra dedizione alla professione medica Natale Ferrara, al pari di moltissimi medici dell’area napoletana, la dette nel periodo in cui a Napoli e nella provincia scoppiò l’epidemia di colera, endemica in queste zone – purtroppo – da sempre, come anche la malaria, e a seguito delle quali l’Amministrazione Comunale di Casoria gli conferiva nel settembre dell’anno 1973 un diploma con medaglia d’oro “per la collaborazione prestata con profondo spirito di abnegazione nella lotta contro l’infezione colerica”, unitamente alla intera classe medica casoriana.
     Altrettanta dedizione, peraltro, aveva dimostrato nell’offrire la sua disponibilità per il governo e l’amministrazione del Comune di Casoria, quale consigliere comunale, per un breve periodo nei primi anni 60: breve periodo, perché la vocazione vera di Natale Ferrara era l’esercizio della professione sanitaria tra la gente e per la gente.
     Non a caso, egli era conosciuto da molti suoi pazienti e appellato non col titolo di “dottore” ma con quello più semplice ma infinitamente più affettuoso e quasi familiare di “Nataluccio”, vezzeggiativo del suo vero nome di battesimo, Natale.
Muore a Casoria nel 1980, a seguito di un edema polmonare, lasciando di sé un devoto e affettuoso ricordo in tutta la cittadinanza, che dura tuttora.